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Post Voto, la mia riflessione personale.

Io c’ho sconforto.

No rabbia, badate bene, proprio sconforto quasi tendente alla paura.

Perché?

Perché credo che le possibilità di speranza, nel day after elezioni, siano pari a zero per usare un eufemismo.

Non mi metto a discutere di Silvio, di Grillo e così via perché avrei da dirne troppe e non porterebbe a niente.

No, io parlo di speranza per il mio domani, perché a 23 anni spero di avercelo ancora un domani.

Perché in questo momento nella mia mente si rincorrono solo sconforto e paura, non riesco a vedere un futuro, o qualcosa di simile, per me in questo Paese.

Perché ho smesso di credere negli Italiani, e non l’Italia, perché il nostro rimane uno dei Paesi più belli che esistano. No, il problema siamo noi, il popolo italiano che abita questa terra.

In questo momento io non ho più fiducia in noi e nelle nostre capacità di ragionamento, nelle nostre capacità cognitive, nella capacità comprendere i momenti e le situazioni.

Nella capacità di essere realmente un Popolo, una Nazione. Insomma ormai sono più di 150 anni che esistiamo, sarebbe anche l’ora di svegliarsi.

Questo mi fa paura, tanta, perché ritengo che più passeranno gli anni e più la situazione peggiorerà. In più non è nemmeno la prima volta che questo accade, cosa che mi rende sconfortato e sfiduciato.

Ho sempre pensato che un giorno me ne sarei andato da casa mia, per andare in qualche grande città, italiana o europea che sia, girare, vedere il mondo, per poi trovare la mia collocazione (di sicuro sul mare) e lì cercare di rimanere.

No, in questo momento vedo solo buio. Buio completo.

L’unica luce la vedo nel prendere un valigia e partire per chissà dove alla ricerca di un Paese in cui io riesca ad avere nuovamente fiducia e speranza.

Perché in questo momento mi sento un estraneo intrappolato nel mio Paese.

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Spotify.

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Chi di noi non lo conosce? (Se non lo conoscete autoflaggellatevi e poi scaricatelo qui)

Ormai sta spopolando tra i PC e i Mac questo programma di streaming musicale che garantisce di avere a portata di mano tutte le canzoni che si vogliono (o quasi tutte) con due semplici click.

E non è tutto, infatti esiste anche la comoda applicazione per i nostri smartphone che ci garantisce di avere la nostra musica sempre con noi senza dover per forza occupare Giga di memoria. Molto astuto e molto comodo per noi utenti.

Per avere tutto ciò l’unico “inconveniente” è che uno dovrebbe pagare 10 euro al mese (più o meno) per avere accesso all’account Premium e quindi portarsi dietro, anche sui propri dispositivi mobili, tutta la musica, ovunque e con semplicità. Infatti al momento chi ha un account Free non può usufruire degli stessi servizi anche sul suo Smartphone, rendendo Spotify solo un’icona nella marea di app del proprio smartphone.

Ma questo potrebbe essere un problema solo momentaneo. Infatti molti rumors degli ultimi giorni danno sempre più certa trattativa tra le Majors musicali e Spotify per riuscire a portare anche lo streaming gratuito (10 ore mensili al momento se uno ha un account Spotify Free) anche sui dispositivi mobili.

Ciò sarebbe certamente una rivoluzione perché noi potremmo avere con comodità tutta la musica che vogliamo (anche se per un periodo limitato, almeno gratuitamente), ovunque, non dovendo per forza occupare quantitativi imponenti di spazio e senza dover più “comprare” la musica che più ci interessa, o anche solo per ascoltare nuovi generi o band che ci ispirano.

Tutto questo danneggerebbe sicuramente la casa di Cupertino in quanto metterebbe a dura prova il suo iTunes Match e le sue capacità, in quanto si vocifera da anni di una trattativa Apple-Majors per la creazione di una radio streaming sui dispositivi Apple. Sicuramente il Google Play, e tutti i rivenditori di musica a pagamento pagherebbero lo scotto, ma Apple ha usato iTunes e lo streaming musicale su più dispositivi come una delle sue più grandi rivoluzioni anche grazie all’iPod.

L’unico reale ostacolo sono in questo momento le majors che distribuiscono musica e che non sono mai state molto amanti dello streaming, in quanto poco “redditizio”, almeno dal loro punto di vista.

Noi intanto staremo in attesa di sapere se potremmo usufruire o meno del servizio gratuito di Spotify anche sui nostri smartphone, oltre che sui nostri PC.

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